Con “Certe notti”, Lucky Galioso torna a raccontare il fascino eterno del mondo notturno. Un brano senza tempo, riletto con ironia e consapevolezza, che attraversa epoche e immaginari trasformando la notte in un luogo di libertà, luci e possibilità. In questa intervista per Cherry Press, l’artista ripercorre il suo percorso e il significato di una canzone che continua a parlare a chi si sente davvero vivo dopo il tramonto.
Ciao Lucky, benvenuto su Cherry Press! La tua bio sembra uscita da un film d'avventura: raccontaci un po' di te e di come quella "falsa età" per entrare in una gang ti ha poi portato verso la musica.
Napoli, gang e tutto il resto fanno parte di una reinterpretazione della mia storia da parte di Andrea Carlo Cappi che conoscendola molto bene ci ha messo lo “zampino” amplificando alcuni accaduti e ironizzandone altri, giusto per non prenderci troppo sul serio. Io come tutti sono semplicemente frutto di una serie di esperienze che ho vissuto. Spesso amo staccarmi da queste per affrontare nuovi percorsi e poter rinascere in nuove situazioni, certo non è facile, ma ci provo.
Napoli, gang e tutto il resto fanno parte di una reinterpretazione della mia storia da parte di Andrea Carlo Cappi che conoscendola molto bene ci ha messo lo “zampino” amplificando alcuni accaduti e ironizzandone altri, giusto per non prenderci troppo sul serio. Io come tutti sono semplicemente frutto di una serie di esperienze che ho vissuto. Spesso amo staccarmi da queste per affrontare nuovi percorsi e poter rinascere in nuove situazioni, certo non è facile, ma ci provo.
Dalla passione per il proibizionismo alle atmosfere noir: quali artisti o generi hanno influenzato maggiormente il tuo stile eclettico?
In particolare nessuno. Nell'arco della mia vita ha sempre inseguito il fascino della musica in tutti i suoi aspetti, ascoltandone molta, cercando di viverla, di crearla, studiando e curiosando i grandi artisti e cercando di afferrare i loro segreti. Probabilmente il risultato è solo un insieme di concetti stravolti e rivisitati.
Tre aggettivi per definire la tua musica e questa tua nuova veste artistica.
Solare, accattivante e imprevedibile.
"Certe notti" parla a chi vive il mondo notturno. Quale messaggio vuoi comunicare con la tua reinterpretazione dedicata a chi, come te, si sente vivo solo sotto i riflettori?
Non è un messaggio ma un dato di fatto, è in assoluto una canzone senza tempo ancora oggi attuale, e ricca di tutte le caratteristiche del mondo della notte.
È il momento di porti una domanda da solo: c’è qualcosa della tua fuga da Macao o del tuo periodo a Bollywood che nessuno ti ha mai chiesto, ma che vorresti raccontare?
Beh semplicemente dico, come specificava a fine racconto il buon Cappi, che ogni riferimento a fatti o persone reali è assolutamente falso, quindi...
Per concludere, quale messaggio vuoi lanciare ai lettori di Cherry Press che si apprestano ad ascoltare il tuo singolo dal 23 gennaio?
Di ascoltarlo con un pizzico di ironia, e magari immaginandolo ulteriormente interpretato nei diversi periodi storici con le molteplici e possibili interpretazioni musicali dei diversi periodi, perché le notti, anzi le “certe notti” ci sono sempre state.
