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LUIGI PORTO pubblica il nuovo video “SKETCHY BUILDING”

Un rilancio, una ripartenza e un nuovo punto di vista: si intitola “Sketchy Building” il nuovo video di Luigi Porto, che rilancia un brano uscito qualche anno fa con una veste del tutto inedita e accompagnandolo con un video particolarmente suggestivo. 


Sketchy Building, uscito originariamente sulla compilation Post-Punk Genesis di Side-Line e poi su Tell Uric (2021, Respirano Records/La Lumaca Dischi), ed è un altro dei viaggi nervosi dell'autore di Scimmie. Il testo attraversa frammenti di vite marginali come se fossero scene intraviste nei corridoi di un edificio decadente.  


La musica procede con tensione trattenuta e minimalismo tagliente, in una linea che richiama il lato più cupo del post-punk e certo dark rock narrativo, ma con un tema che sa di antico.  


Il brano è attraversato da stacchi improvvisi e piccole scariche elettriche che sembrano divorare un beat, come se la puntina di un vecchio giradischi saltasse all’improvviso, incrinando continuamente il flusso della canzone, e uno strumentale inatteso con fisarmonica e archi che consegnerebbero il tema alla storia dell'underground, se mai ce ne fosse una.  


La ripetizione ossessiva, bowie-ana di “I won’t be late again” è una promessa che ha il retrogusto della redenzione.  

 

Questa versione, un remix/remaster leggermente “aumentato” è la rielaborazione del brano come lo voleva l'autore, che nel disco, uscito in pieno periodo di pandemia, per ragioni di tempi e logistica non è finito.  


Con Sketchy Building (2026 mix) Luigi Porto si è levato il secondo sassolino dalla scarpa di Tell Uric, e dopo l'epica elettrica di Gabor nella versione suonata con gli IDRA, dove della redenzione non c'era neanche la promessa, ci consegna un brano in cui ogni dettaglio sembra provenire da un luogo in cui qualcosa è già andato storto. 

 

“Sketchy Building è dedicata al palazzo dove ho vissuto per dieci anni, un relitto della vecchia New York, che è stato fonte d’ispirazione per l’intero album 

 

Il video 

 

Il video, girato nel Bronx dal fotografo Robert Presutti, parte da un omaggio ai lavori di Henry-Georges Clouzot, come “L’Enfer” e “La Prisonnière”, offrendo una carrellata di volti degli abitanti del “palazzo sospetto”. Gli effetti grafici sono dell’artista informatico Mattia Veltri. 

La foto di copertina, che ritrae il palazzo che ricorre nel video, è di Luigi Porto. 


Il clip è stato girato utilizzando esclusivamente mezzi analogici. Il video sarà affiancato da un esperimento: un'esperienza in realtà virtuale realizzata dall'artista informatico Mattia Veltri che permetterà a chi ha accesso a un casco VR di immergersi nello "sketchy building" che è stato totalmente "campionato" con l'aiuto dell'AI. 

 


 

 


Tell Uric (2021)
 
Tell Uric (2021), pubblicato da Respirano Records-La Lumaca Dischi, è un lavoro frutto di una lunga gestazione, un ritorno di Porto alla forma canzone per raccontare storie, con piu’ o meno astrazione. Dove nel precedente Scimmie, come i primati della copertina, la musica deflagrava in mille direzioni a partire da un nucleo centrale, nel più intimista, scuro Tell Uric la direzione è univoca: una freccia che punta verso il basso, a indicare la forza ancestrale che fa tornare alla terra chi dalla terra proviene.  
Tellurico, appunto, termine usato in maniera denigratoria da pensatori come Guenòn, e che Porto, fondamentalmente un nietzchiano di sinistra, che al contrario degli aneliti aristocratici l’Ubermensch lo vede in chi non nasce nel privilegio, rispedisce al mittente, dichiarandosi tellurico, condannato e al contempo redento, con tutti i suoi vicini dei quartieri operai a nord di New York, a cui il disco è dedicato. 
 
Chi è Luigi Porto 
 
Compositore, artista del suono e songwriter, Luigi Porto si muove tra musica contemporanea, sperimentazione elettronica e una scrittura cantautorale oscura e angolare. 
 
Come autore ha firmato lavori orchestrali e colonne sonore per film, oltre ad album solisti che mettono in dialogo canzone e ricerca timbrica; ha collaborato con band ed ensemble, e recentemente formato a New York i Manicburg. Parallelamente si occupa di suono per cinema e documentari. 
 
Dai primi album lo-fi e concettuali (la psichedelia tra folk e avanguardia di Look At Me (Cold Curent/Masterpiece, 2006), la dark ambient cinematica di My My After World (2004, ripubb. Respirano Records, 2015) fino all’elettronica imperfetta e urbana di Respirano (2007, ripubb. Respirano Records, 2017), i suoi lavori solisti hanno costruito un percorso in cui la memoria, il luogo e le imperfezioni di entrambi diventano materia sonora.  
 
Con Scimmie (Cineploit/Snowdonia, 2014) – colonna sonora per un film mai uscito di Romano Scavolini – la sua poetica esplode in un affresco politico-visionario, mentre Tell Uric (Respirano Records/La Lumaca Dischi, 2021) condensa in forma di canzoni un universo esistenziale fatto di figure scomparse e geografie interiori.  
 
I lavori paralleli come Sei Cattedrali, Nebuloza e l’opera Anita di Laguna - portati in scena in diverse venue internazionali, tra cui Carnegie Hall e La Croisette - traducono il suo immaginario nel territorio orchestrale e lirico, legando le origini underground a una scrittura contemporanea astratta e ieratica. 
Porto è reduce da tre date italiane con il suo progetto post-punk newyorkese Manicburg, che sono stati per l'occasione anche ospiti di Michele Monina in acustico a PunkRemo, in diretta su All Music Italia.