Osservare il mondo, ascoltare le persone e concedersi il lusso di rallentare. È da questi elementi che prende forma la scrittura di Lorenz Castelli, autore di un pop-rock che mette al centro emozioni vere e immagini cinematografiche. Con “Tutto di te”, il cantante propone una riflessione sul rapporto tra tecnologia e vita quotidiana, senza rinunciare all'energia delle chitarre e alla forza della melodia. Per Cherry Press racconta il suo processo creativo, l'importanza dell'imperfezione nella musica e anticipa i prossimi capitoli del suo percorso discografico.
“Tutto di te” racconta il desiderio di rallentare. Tu riesci a ritagliarti momenti lontano dalla tecnologia?
Lorenz Castelli: Ci provo con grande determinazione, anche se riconosco che oggi è una vera e propria sfida quotidiana. Viviamo immersi in un flusso ininterrotto di notifiche, messaggi ed e-mail che frammentano la nostra attenzione e ci distraggono da ciò che conta davvero. Per me staccare la spina è diventata una necessità biologica e creativa: significa ritagliarsi del tempo per stare a contatto con la natura, praticare attività fisica, dedicarmi alla cucina o semplicemente ascoltare un disco in silenzio senza la tentazione di controllare lo schermo. L'ispirazione per Tutto di te è nata proprio da un momento di disconnessione e di riflessione interiore; se siamo costantemente occupati a consumare contenuti altrui, rischiamo di non ascoltare più la nostra voce interiore.
Quanto osservi le persone nella vita quotidiana prima di trasformare le loro storie in canzoni?
Lorenz Castelli: L'osservazione attenta della realtà è la linfa vitale del mio modo di comporre. Mi definisco un osservatore curioso della vita: amo cogliere le sfumature nei gesti delle persone, gli sguardi rubati al tavolino di un bar, le dinamiche di una coppia che cammina per strada o i frammenti di conversazione colti per caso. Le storie degli altri sono un serbatoio inesauribile di umanità ed emozioni. Quando mi metto a scrivere cerco di fare da cassa di risonanza per questi vissuti, trasformando frammenti di vita quotidiana in narrazioni universali in cui chiunque possa rispecchiarsi e sentirsi compreso.
Nel tuo immaginario ricorre spesso il linguaggio cinematografico. Da dove nasce questa passione?
Lorenz Castelli: Nasce dalla mia naturale inclinazione a pensare ed esprimermi per immagini visive. Quando scrivo una canzone o mi approccio all'interpretazione di un testo, nella mia mente si attiva automaticamente un processo narrativo simile a quello di un film: vedo la luce della scena, i dettagli dei volti, i movimenti della macchina da presa e i cambi di atmosfera. Questa forte impronta visiva guida anche la realizzazione dei miei video musicali e la cura con cui, insieme ad Andrea Amati, abbiamo definito il testo di Tutto di te, dove ogni verso è stato concepito come un vero e proprio fotogramma nitido e ricco di significato.
Il pop-rock resta il tuo linguaggio musicale di riferimento. Cosa ti offre che altri generi non riescono a darti?
Lorenz Castelli: Il pop-rock rappresenta la sintesi ideale tra le mie diverse anime musicali. Da una parte possiede la forza incisiva, l'energia ritmica e l'impatto viscerale del rock; dall'altra racchiude la grande apertura melodica, la cantabilità e la cura del testo tipiche del pop d'autore italiano. È un genere organico, vivo, costruito attorno a strumenti reali che dialogano tra loro. Questa struttura sonica permette alla mia voce di esplorare un'ampia gamma di colori, passando da momenti intimi e soffusi a esplosioni di grande spinta dinamica, offrendo un'esperienza d'ascolto completa e senza tempo.
Hai dichiarato di amare la voce naturale, anche quando è imperfetta. Pensi che oggi l'imperfezione sia diventata un valore artistico?
Lorenz Castelli: Sono assolutamente convinto che oggi l'imperfezione controllata sia uno dei più grandi valori artistici da difendere. In un panorama musicale dominato dall'uso massiccio di software di correzione che appiattiscono le voci rendendole fredde e prive di identità, la verità del timbro umano diventa un elemento rivoluzionario. Con il mio vocal coach Pietro Lo Piccolo — un punto di riferimento straordinario che vanta collaborazioni di altissimo livello e la presenza all'Eurovision Song Contest 2022 — svolgiamo un lavoro meticoloso volto a preservare le unicità, le graffiature e le sfumature della mia voce. Le piccole increspature e la dinamica naturale sono l'impronta digitale dell'artista, ciò che trasmette emozione sincera e rende un'interpretazione indimenticabile.
Dopo questo singolo, quale lato di Lorenz il pubblico scoprirà con i prossimi brani?
Lorenz Castelli: Tutto di te rappresenta l'apripista solare, ritmico ed energico di un viaggio seriale pensato in quattro capitoli collegati da un filo conduttore unico. Con le uscite successive (In fin dei conti, Vorrei e Possibile) accompagnerò l'ascoltatore verso territori sonori ed emotivi differenti. Il pubblico avrà modo di scoprire il mio lato più intimo, introspettivo e cantautorale, dove la scrittura si fa più profonda e le atmosfere si tingono di sfumature calde e riflesse, mostrando tutte le diverse sfaccettature della mia maturità artistica.
