Romano, classe 2003, Pete Jersey fa della musica il suo
vero e proprio obiettivo di vita sin da giovanissimo. Con un bagaglio di
influenze che spazia dalla cura del dettaglio di Michael Jackson alle atmosfere
avvolgenti dei Coldplay, fino alla grande melodia italiana, il giovane
cantautore torna sulla scena con il nuovo singolo "Quando arriva la notte". Un brano nato tra i vicoli del
centro di Roma e lungo le sponde del Tevere, che si configura come un invito
intimo a guardarsi dentro senza filtri. Ai microfoni di Cherry Press, l'artista racconta la scintilla iniziale del suo
percorso, la sinergia in studio e la forza di inseguire i propri sogni
accettando la fragilità.
Ciao, benvenuto
sulle pagine di Cherry Press! Sei un cantautore romano classe 2003 e hai
iniziato a studiare musica giovanissimo, prima come diversivo e poi come un
vero e proprio obiettivo di vita, appassionandoti a chitarra e pianoforte. Ci
racconti come ti sei avvicinato per la prima volta a questo mondo?
Un piccolo progetto scolastico nella scuola d'infanzia ha
acceso il mio desiderio latente di cantare e di esprimere me stesso tramite la
musica. Le emozioni provate erano sufficienti per capire chi volessi diventare.
Nel tuo DNA
musicale convive un grande amore per Michael Jackson e il sound West Coast
degli anni '80 con le atmosfere dei Coldplay, il tutto unito a una forte
impronta melodica italiana. Quali di questi artisti e mondi hanno influenzato
maggiormente il tuo stile attuale?
Michael Jackson ha sicuramente caratterizzato la mentalità
da cui prendo spunto. Mi piace l'idea di curare ogni singolo aspetto del mio
mondo, come faceva lui.
Se dovessi
scegliere tre aggettivi per definire la tua musica e la narrazione
generazionale che porti avanti, quali sarebbero?
Intima, collettiva, rivoluzionaria.
Il 3 luglio esce
"Quando arriva la notte", un brano nato durante una passeggiata
notturna tra i vicoli del centro di Roma, vicino al fiume. Quale messaggio vuoi
comunicare attraverso questo pezzo così intimo che invita a trovare il coraggio
di guardarsi dentro?
È un omaggio alla mia città e alla magia che sorge durante
la notte, quando la luna resta l'unica ad illuminare ed accendere le nostre
paure, domande, desideri e verità che non possiamo più ignorare, che durante il
giorno restano nascoste in attesa del momento di rivelarsi.
Adesso è arrivato
il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto… ma a cui
avresti sempre voluto rispondere (magari sulla bellissima sinergia in studio
con il tuo produttore Marco Iacobini)…
Se dovessi farmi una domanda da solo, mi chiederei se la
passione e le emozioni trasmesse nelle mie canzoni lascino un messaggio nel
cuore di chi le ascolta, se nel profondo, ognuno riesca a sentirsi accolto nel
mio mondo, per condividere fragilità, paure, sogni e il desiderio di un destino
migliore per i nostri animi. La risposta è giusto che sia nelle mani di chi mi
ascolta.
Per concludere,
quale messaggio vuoi lanciare ai lettori di Cherry Press, specialmente a quelli
che cercano la forza di inseguire i propri desideri senza più indugi?
Il messaggio che lascio è quello di non avere paura di
cadere. Inseguite i vostri desideri come se fossero la luce che illumina il
vostro cammino, la via d'uscita dalle vostre incertezze.
