Mondi lontani e misteri dal profondo dello spazio prendono improvvisa concretezza nei suoni e nelle atmosfere di TALES FROM OUMUAMUA, il nuovo disco pubblicato dagli ENTROPIA.

Un lavoro di ricerca che però è anche una riscoperta delle radici per la formazione, esistente dal 1996 ma in grado più volte di cambiare pelle e di anticipare modi, mode e tendenze sonore.

Il disco prende spunto dal famoso oggetto spaziale sconosciuto in transito nel sistema solare indicato con il nome di “Oumuamua” analizzato da vari astronomi nel mondo. L’idea dei viaggi spaziali è una costante dell’immaginario elettronico già dai tempi del “krautrock” ed è stata quindi riutilizzata alla luce dell’attualità sia attingendo all’immaginario pop che alle informazioni scientifiche.

“Dopo una serie di esperienze di contaminazione abbiamo deciso di realizzare di nuovo un disco completamente elettronico per tornare alle nostre radici sonore, rimettendo a fuoco il nostro epicentro stilistico. Con Entropia intendevamo mettere ordine nel caos sonoro che caratterizzava il nostro background che va dal prog-rock fino alla jungle, ma in questo lavoro siamo tornati alla nostra dimensione più autentica, in cui, con l’ausilio della tecnologia, rievochiamo il nostro immaginario e le mitologie pop che hanno caratterizzato le nostre vite.”

TALES FROM OUMUAMUA è un disco ambientale con connotazioni sperimentali nel quale si è cercato di evitare gli schemi statici tipici dell’ambient utilizzando strumenti “fisici”, come sintetizzatori e chitarre, suoni concreti, compresi dei field recordings, fino alla sintesi virtuale e granulare.

Come filo conduttore “spaziale” Entropia ha utilizzato sia la fantascienza (Asimov, Star Trek) sia l’immaginario astronautico citando anche l’astronauta SAMANTHA CRISTOFORETTI della quale sono stati processati dei campioni vocali.

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Redazione