Il suo atelier è un’eccellenza siciliana nel panorama internazionale del settore che punta sempre all’eco-sostenibilità e all’innovazione, ma senza rinunciare alla tradizione

Nel mese di luglio sarà l’orgoglio non solo della sua città natale, Trapani, ma dell’Italia intera. Lei è Elena Scarlata, graphic & textile designer. Ha studiato graphic design all’Istituto Europeo di Design e al London College of Art. Vanta collaborazioni con prestigiose multinazionali nel settore eventi, moda, viaggi esperienziali e tecnologia.
Dopo diversi anni lontana da casa, ritorna a Trapani, e nel suo studio crea qualcosa di magico, creativo, innovativo e sostenibile: il suo atelier ES | Studio. 
Elena Scarlata, con le sue creazioni in eco-tessuto, stampate a mano utilizzando un’antica tecnica siciliana, genera differenza e ricchezza, perché progetta e stampa tessuti nel rispetto della natura e seguendo i valori della nuova economia circolare.
Il suo atelier è oggi un punto di riferimento nel suo settore, che sta vivendo una profonda trasformazione. Fornisce importanti musei italiani, come l’Ara Pacis di Roma, la Triennale di Milano, e negozi di design di tutto il mondo, tra cui il prestigioso British Museum e il London college of Art. 
In occasione della sua partecipazione al primo Open-Air Museum Art&Poetry di Sicilia, “20 santi per la città di Palermo”, che si svolgerà appunto il prossimo mese, abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistarla.

Eco-sostenibilità, economia circolare, innovazione e tradizione. E ancora esperienza internazionale e tecniche di lavorazione tradizionale siciliana. Come sei riuscita a trovare l’equilibrio in questa realtà di successo come lo è il tuo atelier? 
Sono riuscita attraverso lo studio. La ricerca mi ha dato gli strumenti e la possibilità di coniugare i miei obiettivi con lo stato delle cose, e quindi di poter realizzare il progetto secondo la mia visione, perché, nel mondo del designer e dell’arte, parlare di eco-sostenibilità, di innovazione e di tradizione, implica una ricerca costante, non trascurando il proprio punto di vista.

Eco-sostenibilità ed economia circolare, due prerogative nelle tue creazioni. Quanto sono importanti oggi nel tuo settore?
Sono fondamentali. Quando ho iniziato, circa otto anni fa, in Italia erano ancora solo un’idea, esistevano poche realtà del genere, che adesso pian piano si stanno sviluppando e a cui molte aziende puntano. Parliamo anche di grandi colossi.
Personalmente, mi sono avvicinata a questi concetti quando vivevo a Londra, dove erano già a quei tempi molto forti, vivi. Essendo vicini ai miei interessi, li ho sviluppati e potenziati fino a quando sono riuscita a trovare i colori naturali, i tessuti eco-sostenibili e i processi di lavorazione non invasivi che cercavo. Non è un lavoro facile, pensa che il mondo del tessuto è uno dei settori più inquinanti al mondo, il 20% dell’inquinamento mondiale è causato dalle tinture che effettuano sulla stoffa. 
E sono felice per il lavoro svolto finora, perché sono riuscita a raggiungere il mio obiettivo, ovvero quello di poter creare un prodotto eco-sostenibile, nel rispetto della natura, puntando all’innovazione, ma senza rinunciare alla tradizione.


Partecipi all’iniziativa “20 santi per la città di Palermo”, il primo Open-Air Museum Art&Poetry di Sicilia. L’opera che hai realizzato per questa grande occasione raffigura Sant’Alberto, immaginiamo non solo perché è il santo patrono della tua città, Trapani. Ci racconti il motivo della scelta e cosa rappresenta per te quest’opera? Cosa vuoi esprimere?
In realtà la scelta ha un motivo molto semplice. Quando il prof. Luca Lo Sicco mi ha invitata a partecipare a questo meraviglioso progetto, mi ha domandato “chi è il santo patrono della tua città?”, ho risposto che è Sant’Alberto e da lì abbiamo deciso l’elaborato.
Un elaborato che rappresenta l’identità del posto che abito e delle persone che lo hanno abitato, perché di fatto il mio progetto di base è quello di riscoprire i simboli della Sicilia e rappresentarli in chiave moderna e l’iniziativa “20 santi per la città di Palermo” è l’occasione perfetta per offrire la mia visione della Sicilia. Ed è per me anche un motivo, un’occasione in più per riscoprire l’identità della mia città. 
Ho rappresentato un Sant’Alberto in cui parlano i simboli. Con una mano indica la Parola di Dio, che professava attraverso le sue virtù e dietro, raffigurati come in una sorta di carta da parati, troviamo le figure del serpente, dell’anfora colma d’acqua e della palma. 


Puoi spiegarci il significato e il perché di questi simboli?
Ho scelto di raffigurare il serpente, simbolo del Maligno, perché sant’Alberto aveva il potere di scacciare i demoni. L’anfora, perché testimonia una devozione comune ai suoi fedeli, infatti, nel giorno in cui viene celebrato, nelle chiese carmelitane, viene benedetta dell’acqua con l’immersione di una reliquia del Santo. Quest’acqua poi viene distribuita ai fedeli, si dice abbia la proprietà di rendere salute e vigore e di guarire dalle febbri. La palma, infine, perché rievoca il Paradiso celeste promesso ai giusti, ai santi.
Il Sant’Alberto di Elena Scarlata è una delle venti opere scelte per “20 santi per la città di Palermo”, progetto curato dal dr. Luca Lo Sicco, professore di marketing and management all’Università di Atlanta, che insieme al professore neozelandese David Carrigan, vuole promuovere nell’isola una serie di iniziative culturali e formative di respiro internazionale. E questa iniziativa ne rappresenta la prima occasione. Gli altri artisti che hanno aderito al progetto di rinascita culturale e artistica del centro storico di Palermo sono: Agnes Kolignan (Polonia), Mihael Milunovic (Francia), Richard Allen (UK), Marisol Vite (Italia), Ignazio Schifano (Italia), Eri Fragiadaki (Grecia), Julia Marshall (Australia), Frances Neyra Claudio (Spagna), Han Han (Cina), Myra Fiori (USA), Marcia Ma (Cina), David Carrigan (Nuova Zelanda), Petar Kosorov (Bulgaria), Sanduni Kongaha (India), Kim de Molenaer (Belgio), Elisabetta Ognibene (Italia), Gisselle Martinez (Lima/Canada), Sam Murgatroyd (UK) e Nina Daniell (USA).
Le immagini sacre sono accompagnate da poesie tratte dal volume “Europe Mise en scene” del poeta David Carrigan. Questo connubio tra arte e poesia vuole creare un percorso che possa essere un raggio di sole di ripresa culturale e turistica, un incontro tra arte contemporanea e la bellezza storico-artistica dei centri storici siciliani, un momento di riflessione e ispirazione ad essere esseri umani migliori attraverso le immagini dei Santi e le parole delle poesie.

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Redazione