The Guardian ha definito il loro album di debutto «l’evoluzione del punk – un pizzico di pub rock, la gloriosa anarchia del 1977, un tocco di hardcore – e fonde tutto insieme per creare qualcosa di simile a come sarebbero potuti essere gli immortali Ramones se si fossero trovati a Uxbridge Road, West London anziché al CBGB’s di New York». Con questo ottimo biglietto da visita per gli appassionati di un certo tipo di sound, i Chubby and the Gang sono pronti ad infuocare l’Italia per la prima volta con tre tappe: mercoledì 6 aprile 2022 al Legend Club di Milano, giovedì 7 aprile al MONK di Roma e venerdì 8 aprile al Locomotiv Club di Bologna. I biglietti saranno disponibili dalle 11 di mercoledì 1° settembre sui circuiti Ticketone e Vivaticket (Milano e Bologna) e Dice (Roma). Per accedere al concerto bolognese sarà necessaria la tessera AICS.

Composti da musicisti provenienti dalla fiorente ma trascurata scena hardcore britannica (The Chisel, Big Cheese e molti altri), i Chubby and the Gang combinano velocità ed energia con una miscela di sonorità pop anni '50. Il risultato è un'interpretazione pungente dei vecchi generi più melodici da cui deriva il punk, masticati e risputati fuori maciullati ma rivitalizzati. La formazione guidata da Charlie Manning Walker (alias Chubby Charles) e sostenuta da Tom 'Razor' Hardwick, Meg Brooks Mills, Ethan Stahl e Joe McMahon (the Gang) racconta storie della Londra moderna. La maggior parte dei membri del quintetto lavora nel commercio o nell’artigianato, di conseguenza le loro canzoni sono davvero politiche, e non solo per moda. Accanto ai classici temi del rock and roll, i testi di Charlie parlano di diritti dei lavoratori, disuguaglianza, brutalità della polizia, fallimento dei governi e gentrificazione - questioni intrinseche nel tessuto sociale del Regno Unito e ancora più amplificate nella capitale inglese. Nonostante queste fonti di ispirazione caotiche, la musica dei Chubby and the Gang è semplice e accessibile per una band hardcore. L’album di debutto Speed​​Kills – prodotto da Jonah Falco dei Fucked Up e pubblicato per la prima volta nel gennaio 2020 dall'etichetta britannica DIY Static Shock – si è fatto strada nella scena hardcore locale e poi attraverso l'Atlantico, dove è stato accolto da una valanga di consensi di critica da testate come Pitchfork e Rolling Stone. È uno strano scherzo del destino che quasi tutto questo sia successo durante la pandemia, che ha impedito alla band di suonare dal vivo e di interagire col suo pubblico. La situazione è destinata a cambiare con la pubblicazione del secondo album The Mutt's Nuts prevista per domani, 27 agosto, su etichetta Partisan Records, e il tour che arriverà anche in Italia.

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Barbara Scardilli