Gli “Overture” sono una band di Alessandria nata nel 2018. Il gruppo è formato da Davide Boveri (classe ’97, Voce), Jacopo Cipolla (classe ’02, Basso), Andrea Barbera (classe ’97, Chitarra e Tastiere) e Giacomo Pisani (classe ’01, Batteria e Percussioni). Ogni componente della band arriva da mondi musicalmente diversi. La band parte dalle sonorità del Rap Metal per poi svecchiarle e creare un nuovo Crossover che tiene come riferimento principale il rap e la trap più moderne, nelle quali vengono inseriti i suoni funk, soul, rock e reggae. L’obiettivo del gruppo è sperimentare nuove sonorità partendo dalle esperienze musicali vicine alle sensibilità dei singoli componenti.  Debuttano nel novembre 2019 con il singolo “Fiume in piena”, traccia con variegate sonorità (reggae, rap, R’n’b) e nel gennaio successivo esce “Come godo se” che cambia completamente faccia con una produzione trap che rasenta il metal con caratteriste ossessive. Il filo conduttore di questo sound così eclettico si trova nella stesura dei testi, scritti di getto come “vomitati”, perché affrontano sempre tematiche, sentimenti, passioni spesso scomode al nostro subconscio. Nel 2020 ottengo ottimi risultati partecipando al “Primo Maggio Next” arrivando in finale e a “Xfactor 2020” passando le prime fasi e andando a registrare le audizioni a Cinecittà/Roma. Sempre in questo periodo il loro singolo d’esordio “Fiume In Piena” viene inserito nella compilation “Compila Rockit 1.00” di Rockit.

Il nuovo singolo degli Overture, “Un giorno (da rockstar)” (Noize Hills Records), è disponibile in digitale dal 3 settembre e in radio dal 10 settembre 2021.

L'INTERVISTA

Ciao ragazzi! Parliamo del vostro ultimo singolo, “Un giorno (da rockstar)”. Com'è nata l'idea del pezzo?
Ciao, l’idea del pezzo nasce da una base prodotta da Cip (il bassista) che maturata ci ha fatto riflettere sul concetto critico del sentirsi rockstar e ci abbiamo raccontato una storia

Chi è il più maniacale e attento ai dettagli tra voi?
Sicuramente il maestro Pisani alla batteria.

Come avete scelto il vostro nome d'arte?
Nasce da un’idea di svecchiare e rendere nuovo il concetto di “classico” e di quanto tutto non sia possibile se non ci fosse un inizio.

Ogni vostro brano è un mix di tutte le influenze diverse che vi contraddistinguono. Quando andate in studio è difficile riuscire a trovare un punto d’ incontro che soddisfi tutti?
Non sempre è una passeggiata con le scarpe più comodo del mondo, ma il compromesso e il nostro obiettivo. Inoltre ci riteniamo fortunati ad avere idee diverse e fonderle.

Tra tutti i generi a cui attingete per la realizzazione dei vostri brani, ce n'è uno che secondo voi prevale sugli altri?
Il Soul.
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Redazione