Gli OZONOTRE pubblicano il singolo per le festività natalizie Disco Never Ends. Il duo è composto da Tony Sansone e da Noemi Garbo che da diversi anni ripropongono brani inediti con le classiche sonorità della dance degli anni '80 e '90 ma rilette in chiave moderna.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Benvenuto agli OZONOTRE. Come nascono gli Ozonotre? Come vi siete conosciuti? 
Tony:
Ci siamo conosciuti più o meno nel 2011, grazie ad un nostro amico comune; lui ci ha presentati e da lì è nato subito un buon feeling artistico che ci ha uniti nel tempo, verso uno stesso obiettivo.

Ci raccontate qualcosa dei vostri rispettivi background?
A 13 anni ho cominciato a studiare pianoforte, chitarra e armonia; nel frattempo lavoravo già in una piccola radio locale della mia città natale, Cosenza; lì mi appassionai alla musica disco, cominciando a comporre le mie prime sequenze di note e, contemporaneamente, praticando bene l'uso della voce come speaker radiofonico; per poi specializzarmi molti anni più tardi, a Roma, (1986) nell' attività di doppiaggio, mestiere che ancora oggi faccio con grande trasporto.
Noemi invece, durante il percorso universitario in DAMS, ha studiato recitazione e doppiaggio presso la ODS di Torino e canto con il maestro Frank Polacchi, operando contemporaneamente a livello di canto, speakeraggio e teatrodanza. Attualmente lavora dal 2013 con le produzioni di Storie di Piazza, coordinate dalla regista Manuela Tamietti e con la compagnia BIT sotto la regia di Melina Pellicano. Dal 2013 fa parte del progetto OZONOTRE e dal 2017 fa parte, come cantante attrice, delle produzioni firmate da PALCO 5, di Marco Caselle e Alex Negro. E' voce anche di diversi spot televisivi e audiolibri.

Come mai avete scelto questo nome?
Non c'è una motivazione precisa; volevamo usare uno pseudonimo non troppo scontato e OZONOTRE fu quello che all'inizio, la SIAE e più tardi la SOUNDREEF, scelsero per noi.

Quali sono i brani o progetti salienti che avete già pubblicato insieme?
A parte DISCO NEVER ENDS, tra i principali e sicuramente di maggior successo ci sono: IRRESISTIBILMENTE, cover del famoso brano della Vartan del '64; LOVE YOU SO MUCH (scritta da noi), della quale esistono due versioni; FEELS SO REAL e SHINING STAR (scritta sempre da noi); poi c'è una cover dei Rockets: ASTRAL WORLD.

Che genere di musica proponete e come siete organizzati per i live? Che tipo di show fate?
La musica che proponiamo è tendenzialmente una dance in stile anni 80 90; attualmente stiamo organizzandoci; non è facile in questo periodo e proporre questa musica live, vuol dire avere macchinari non indifferenti al proprio seguito; però ci stiamo organizzando.

Tony, di cosa parla il vostro nuovo brano Disco Never Ends? 
Disco Never Ends vuole essere un omaggio alla disco music; partendo dalle sue origini, che sono quelle del funky fine anni 60 per finire al suo termine, più o meno alla fine degli anni 70. Lo stesso titolo è un inno onorevole al messaggio che quella musica regalò nel tempo a milioni di persone e, quando dico milioni, non esagero, visto che coinvolse trasversalmente tutto il pianeta, imponendosi negli anni 70 e anche dopo, come uno dei generi musicali più apprezzati di tutta la storia della musica; il titolo è anche un sottile messaggio in risposta a chi spesso, non si sa perché, ha sperato che questo genere morisse definitivamente, non avendolo mai amato per diverse ragioni, che vanno dal sociale al politico, passando ovviamente per quello musicale.

L’atmosfera di questo brano è veramente bella, un tuffo nel passato, ma con un occhio al presente. Come ti è venuta l’idea di questo pezzo?
Ti ringrazio molto per il complimento. Penso che se si vuol creare musica, bisogna non perdere mai una bussola di riferimento; mi spiego meglio: quando scrivo un brano, innanzitutto chiarisco con me stesso, di cosa ho bisogno di parlare a coloro che lo ascolteranno; cerco di capire cosa mi manca (da 57enne) a livello musicale oggi. Ho creato Disco Never Ends  sentendo una 'mancanza di qualcosa'; cioè: un pezzo ballabile, che però avesse anche una bella armonia, cosa che spesso manca alla musica che si balla oggi, troppo tecnicamente perfetta; la disco invece avresti potuto ballarla anche se qualsiasi brano famoso lo avessi suonato solo con una chitarra e un tamburo. E' un occhio al passato che potrebbe secondo me,  arricchire anche il nostro presente. Il continuum storico è importante; non puoi innovare se non conosci il passato, perché non avresti nessun termine di paragone per innovare alcunché; molti fanno musica funky ad esempio, senza sapere chi è stato James Brown; molti dicono che oggi va di moda la musica elettronica; solo oggi aggiungo io? Vedano prima chi sono stati I Kraftwerk, Moroder o Jarre e in che anni eravamo e scopriranno che l'elettronica andava di moda già nel 1977. Insomma: puoi colorare qualcosa di bianco se sai bene come usare il nero; mi spiego vero?

 
Noemi: raccontaci qualcosa a proposito del videoclip. Come ci avete lavorato? Che concept ha?
Il videoclip è stato concepito utilizzando immagini che in un certo senso evocassero il passato; colori tipici degli anni 70; ad esempio: il violetto, il blu e il verde delle famose luci psichedeliche per intenderci; I due ballerini che ballano nel blu in maniera armoniosa e non 'sintetica' (passami il termine); le mirrorball, le radio vecchio stile che si sovrappongono mentre nella musica passano I titoli delle hit ben conosciute; il mitico 'piatto' (giradischi) usato ancora oggi e così via; insomma immagini legate a quel tempo; un tempo forse un pò più lento, certamente meno tecnologico del moderno, ma più assaporabile forse?

Il pezzo farà parte di un disco? State pensando di farne uno?
C'è un album in programmazione; sarà probabilmente pronto per l'estate 2022 e sarà una sorta di Q-Disc, ma con sei brani anziché quattro, non ancora pubblicati e che caratterizzano l'altra faccia degli OZONOTRE; meno dance e più melodica, ma sempre nel nostro stile pop elettronico; più da ascolto relax che da ballare.


Grazie per il vostro tempo. Ci dite come passerete le feste e quale disco vorreste trovare sotto l’albero?
Tony: Grazie a Te! Passerò il Natale con le persone che amo da sempre; rilassandomi un pò, ascoltando musica e magari guardando qualche bel film che mi sono perso. Sotto l'albero? THAT'S THE WAY OF THE WORLD degli Earth Wind and Fire, da sempre tra i miei preferiti e mai titolo più azzeccato per il perido attuale.
Noemi: Grazie a Te!. Passerò le feste a metà tra pranzi di famiglia con le persone che amo e il lavoro,  sarò in scena in diversi spettacoli dedicati al Natale, in particolare: "A Christmas Carol Musical" della Compagnia BIT e "Una notte d'inverno" insieme all'Ensemble Badinage, ma anche in altri eventi organizzati dalla produzione Palco5. Sotto l'albero sarei felice di trovare un bel disco di Loreena McKennitt, adoro le atmosfere che è capace di evocare!

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Redazione