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Kanestri racconta “Nel buio”: intervista al cantautore tra punk rock e rinascita interiore


Energica, malinconica e profondamente autentica:
“Nel buio” è il nuovo singolo di Kanestri, un brano che affonda nelle zone d’ombra dell’animo umano per trasformarle in consapevolezza e rinascita. Tra attitudine punk rock, sensibilità acustica e una scrittura diretta, Kanestri costruisce un racconto personale e universale allo stesso tempo, in cui il buio non è qualcosa da fuggire ma uno spazio da abitare, accendendo una luce interiore.

In questa intervista per Cherry Press, l’artista si racconta senza filtri: dagli inizi precoci tra palco e strumenti, passando per le influenze che hanno segnato il suo percorso – dal punk anni ’90 alla passione attuale per la chitarra acustica – fino al significato profondo di un singolo che parla di fragilità, intraprendenza e coraggio. Un dialogo sincero, ironico e introspettivo, che restituisce tutta l’urgenza comunicativa di un progetto in piena evoluzione.

Ciao Kanestri, benvenuto sulle pagine di Cherry Press! Raccontaci un po’ di te. Quando ti sei avvicinato alla musica?
Ciao ragazzi, è un piacere scambiare qualche parola con voi. Ho iniziato a cantare ed esibirmi già da piccolissimo, poi ho scoperto piano piano tutti gli strumenti musicali, partendo dalla batteria, per poi ritrovarmi a far parte di alcune punk rock band come chitarrista e cantante. La musica è lo strumento che mi rimane facile usare per comunicare le mie emozioni. Non so se posso definirlo amore, in parte si, alla fine ci stiamo scoprendo giorno dopo giorno e ci accompagniamo nei momenti importanti.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo stile?
Sto ascoltando molti artisti e band che hanno al centro del loro sound la chitarra acustica e mi sto lasciando un po ispirare. Adoro Frank Turner, credo sia la mia principale fonte di ispirazione al momento. Sto lavorando al mio sound, questo è un primo tassello.
Poi vengo dal punk rock anni 90 e quell’attitudine me la porto sempre dentro la borsa.
Potrei farti un lista di band che mi hanno influenzato infinite, sicuramente il mio primo live dei Green Day in seconda media è stato fisicamente ed emotivamente decisivo.

Tre aggettivi per definire la tua musica.
Energica, malinconica ed autentica.
Se tu che leggi ti rispecchi in queste frequenze fatti vivo/a! E vieni ai concerti!

Quale messaggio vuoi comunicare con il tuo nuovo singolo?
Ognuno di noi ha il proprio buio con il quale fare i conti e penso che la cosa importante non sia inseguire una potenziale luce, ma accendere una candela dentro quel buio.
Il messaggio che ne viene fuori è un mix di consapevolezza, intraprendenza e rinascita.

Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto… ma a cui avresti sempre voluto rispondere.
Non mi piace rispondere alle domande, in generale. Preferisco farle e ascoltare. Si impara sempre qualcosa, soprattutto chi non vuoi essere.
Quindi: “Come mai non ti piace rispondere alle domande e in generale preferisci farle e ascoltare?” Perchè adoro farmi i c@zzi miei. Di base sono un timido egocentrico paranoico. Se non a mio agio balbetto, se troppo a mio agio sproloquio. La via di mezzo mi mette ansia. Ammiro filosofi e poeti, ne bramo la cadenza. Potrei annoiare. Annoiare di gusto.

Per concludere, quale messaggio vuoi lanciare ai lettori di Cherry Press?
Non è mai troppo tardi per sognare di fare qualsiasi cosa.