«La musica vera è quella che fai e "cucini" in quel momento, il live, il suonare imprimendo nella Polaroid quel momento preciso, sessioni segrete è così». Queste le parole di Attilio Fontana nel presentarci il suo nuovo  album “SESSIONI SEGRETE”, accompagnato dal  singolo “TRIANGOLO”, cover di Renato Zero in una versione “club”.

Un progetto questo dedicato al rituale delle piccole cose. «Ho deciso di esorcizzare questo periodo cercando una canzone amuleto per proteggerci dall’intruso più fastidioso che ci sia capitato da un secolo a questa parte» - spiega Attilio, poi continua: «la parte del coro nel ritornello la affido a voi che in macchina, in ufficio o sotto la doccia potete cantare il vostro “lui chi è”, in attesa che riparta la vita “reale” per tutti».

L'INTERVISTA

Ciao Attilio, benvenuto tra le pagine di Cherry Press. Come singolo di “Sessioni Segrete”, il tuo nuovo album acustico, decidi di pubblicare il “Triangolo” di Renato Zero in una versione “club”. Cosa intendi per versione “club” e perché proprio il “Triangolo”?
Perché mi manca, e manca a molti, la musica dal vivo e "sincera", in questo disco non si può mentire, sono sessioni come si registravano una volta, dall'inizio alla fine, e quello che c'era sulla cera rimaneva poi nel vinile, questa versione del Triangolo è così, ti porta in un club fumoso a tarda notte dove con un bicchiere in mano puoi riconoscerne la melodia ma senza la fretta o la nevrosi della "festa" per forza, ci piaceva che fosse la "sigla" di questo album. 

Riferendoti al tuo nuovo singolo si legge: “un’atmosfera fumosa, come a sentire nostalgia della Musica” Cos’è e qual è la musica vera per Attilio?
La musica vera è quella che fai e "cucini" in quel momento, il live, il suonare imprimendo nella Polaroid quel momento preciso, sessioni segrete è così, abbiamo suonato il brano due o tre volte dall'inizio alla fine, non c'è autotune né un ragionamento come per un album costruito per avere successo o suonare in "radio", c'è un trio che suona e canta e cerca di intrappolare il meglio che può in poche occasioni, questo dona una verità spietata e sincera. 
Io ho apprezzato molti dischi così e sognavo di farne uno prima o poi, sincero e da musicista a dispetto dell'algoritmo e di chi lo insegue insieme a milioni di formiche sperando di incontrare qualche farfalla che abbia voglia di posarsi su questo "fiore sonoro" ad ascoltare rubando un po' di miele senza conservanti né coloranti. 

Una canzone questa utilizzata come amuleto. Ma tuttavia la musica stessa può essere impiegata come un amuleto per l’animo umano?
Assolutamente sì, qualcuno ci ha etichettato come "inutili" in questo periodo e allora ho cominciato immaginare un mondo senza musica né arte, la vita delle persone senza "canzone preferita", matrimoni, messe, automobili, palazzi senza musica, solo TG che parlano del Mib e danno numeri di morti e feriti, cemento zitto e solo news 24/24 h per tutti, ecco in questo panorama credo che la musica non sia solo un amuleto ma "Vita", Ossigeno, ritorno alla coscienza per molti che ancora non si sono fatti rapire del tutto la mente da questo periodo "disumano", non dimenticherò mai che mentre mio figlio stava per nascere nell'ascensore prima della sala parto nella diffusione in radio suonava "Una canzone per te" di Vasco, oggi per me quella canzone è quel momento e non credo possa esistere nulla in grado di demolire quel ricordo ogni volta che la risento, questo è la musica, sempre più di quello che riusciamo ad immaginare con solo la mente.  

“Sessioni Segrete”, è un disco registrato all’Ellington Club, uno dei più importanti locali live di Roma. Di comune accordo con il tuo trio, decidi di suonare comunque, senza pubblico e così il locale diventa uno studio e il Live un Disco. Raccontaci.
Eravamo persi, l'ennesimo DPCM che teneva chiusi teatri e locali, con i proprietari Vera Dragone e Alessandro Casella avevamo fissato e spostato un mio live già due volte, io ho parlato loro del sogno di fare un album in un posto come quello e allora abbiamo trasformato il club per tre giorni in studio audio e video e ci siamo messi a registrare e produrre il disco insieme a Franco Ventura e Roberto Rocchetti al Piano. È un disco che mi ricorda come si facevano una volta i vinili, si metteva un disco di cera e alla fine quello che c'era era buono e andava in stampa, è un manifesto contro l'autotune e l'algoritmo, è suonato veramente e non c'è nessuna bugia, correzione, ripensamento, l'emozione della sessione e della canzone è intrappolata per sempre, questa cosa, la verità, in questo periodo mi eccita da pazzi.

ATTILIO FONTANA: cantautore, attore, cantante e performer. Cos’è che davvero dà voce alla tua voce: la musica o la recitazione.? O magari l’uno non esclude l’altro perché hanno formato l’artista e l’uomo che sei oggi?
Oggi che sono un uomo che sta facendo pace con il suo bambino interiore, ho accettato la mia "pluripolarità" artistica che in Italia non è molto condivisa ma che finalmente mi sta premiando negli ultimi anni dove con le mie canzoni posso raccontarmi "nudo" nell'anima e in teatro attraverso i personaggi riesco a vivere altre vite immergendomi completamente, potendo tirare fuori altri me che nella vita reale tenevo nell'armadio. 

In attesa che riparta la vita “reale” per tutti noi ti chiedo un auspicio per questo 2021 e un saluto ad un 2020 un po’ malandato.
Direi ciao 2020 che tutti ti stanno "schifando" sul web ma che col senno di poi ti capiremo perché sicuro qualche briciola di coscienza in più speriamo per qualcuno rimanga come dono e  benvenuto 2021 abbiamo molto bisogno di te, come si dice a Roma... "Vedi che poi fà !"

Intervista di Rosa Spampanato

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Redazione