Eccolo il nuovo singolo di Silvia Conti. Si intitola “Il filo d’argento (per Enrico)” questo nuovo singolo che la cantautrice toscana dedicata ad Erriquez della Bandabardò, venuto a mancare lo scorso 14 Febbraio, suo grande amico, collega, una vicinanza umana d’amore e di vita. Ed è vero quando ci dice che non ha alcuna importanza catalogare una canzone…
Questo è un punto alto da raggiungere nel tragitto che ci porta a pensare alla forma e alla ragion d’essere di una canzone, soprattutto quando si fa privata e intima. Un brano che inevitabilmente ha una radice blues, genere molto caro alla Conti… ma questa nuova canzone in essa è custodito il suono che vien fuori dalla sofferenza, dalla vita, dall’istinto soprattutto che cerca una via di fuga… dall’essere sopravvissuti in qualche modo e dunque al far di conto con quel che resta il giorno dopo. Liriche preziose che cullano e inveiscono contro la fragilità di questa vita che abbiamo attorno. Un nuovo singolo forse per un nuovo disco.

Partiamo da questo secondo singolo per parlare del nuovo disco di Silvia Conti? Avrà queste sfumature blues importanti?
Il blues fa parte delle mie corde, della mia vita, dei miei sentimenti e quindi sì, certamente farà da colonna portante. È anche vero che non amo etichettare la musica per generi, le cose vanno dove devono andare e così le canzoni, ognuna con il suo spirito, con il suo momento, con il suo stile.

Che poi questo nuovo brano di blues vero e proprio non è che ha molto o sbaglio? Non riesco bene a decifralo…
Meglio, perché non ha nessuna importanza decifrarlo. Scrivere musica è l'unico modo che conosco per esprimere le mie emozioni e questo è: un “racconto” d'amore per Enrico.

Mesi dalla scrittura al suono finale. Cosa ti impediva davvero di finalizzarlo al momento?
Perché non volevo affatto “finalizzarlo”. Non ho scritto questa canzone per un album o per altro ma solo per me, perché ne avevo un estremo bisogno. E dopo non riuscivo a lavorarci perché mi faceva troppo male. È stato solo dopo, dopo che Bob (Mangione) l'ha arrangiata, dopo che l'abbiamo registrata, con molta fatica emotiva mi sento di aggiungere, che abbiamo deciso di farla uscire. Ma, essendo una cosa così intima ne provo anche un certo imbarazzo.

Ed oggi pensi che abbia ottenuto il suono che meritava?
Quando la ascolto penso che è bella e che Enrico ne è felice. Questo mi basta.

Condividi:

Redazione