Il giovane attore Gennaro Filippone -scoperto dall’Agenzia PM5 Talent di Peppe Mastrocinque - è tra i protagonisti di Generazione 56K, la nuova serie italiana Netflix - prodotta da Cattleya, parte di ITV Studios, e realizzata in collaborazione con The Jackal, gruppo Ciaopeople - disponibile su Netflix in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo.

Gennaro Filippone (12 anni di Pozzuoli) è la versione da bambino di Lu (Gianluca Fru nella loro versione adulta). Lu è un bambino buono e leale, che condivide con i suoi amici la passione per i videogiochi. È sempre preoccupato per qualsiasi iniziativa partorita dalle menti molto più fervide e coraggiose di Daniel e Sandro, che lo apostrofano spesso con “Stai zitto Lu!”, anche per via delle sue terribili gaffe.

«Interpretare questo personaggio è stata molto divertente. Luca è un bambino molto diverso da me, poiché è timido, ha problemi a relazionarsi con gli amici e non vuole fare determinate cose per paura di sbagliare e di essere bullizzato. Quindi è stato molto stimolante per me interpretare questo personaggio diverso da me. Prima di questa serie ho lavorato come attore non protagonista nei film “Pinocchio” di Matteo Garrone e “I Fratelli De Filippo” di Sergio Rubini. Ma con “Generazione 56 k” ho vissuto un’esperienza diversa, più completa ed emozionante. La mia passione per la recitazione è nata quando ero molto piccolo. Giocando a calcio, quello che faccio tuttora, i miei compagni di squadra mi chiamavano Mario Merola, per la mia dote di prendere falli inesistenti, quindi mi dicevano sempre che ero molto bravo a recitare. A furia di ripetermi che ero un bravo attore, ho voluto mettermi in gioco ed ho iniziato a studiare presso l’Università del Cinema di Acerra e spero di crescere e fare altre nuove esperienze come attore».

L'INTERVISTA

Ciao Gennaro e benvenuto sulle pagine di Cherry Press! Raccontaci un po’ di te. Quando ti sei avvicinato alla recitazione?
Ho iniziato a studiare recitazione nel 2019 presso l’Università del Cinema di Napoli, che frequento tuttora. Sono stato fin da piccolissimo incuriosito dal mondo del cinema, ecco perché ho deciso di studiare recitazione. Prima di entrare a far parte della serie Generazione 56k, ho avuto l’opportunità, grazie sempre al mio coach e agente Peppe Mastrocinque, di prendere parte come attore non protagonista nei film “Pinocchio” di Matteo Garrone e “I Fratelli De Filippo” di Sergio Rubini. Ma questa è stata la prima volta che ho lavorato per un progetto così importante, che mi ha accresciuto ancora di più la mia curiosità e la mia passione per il cinema.

Quali sono gli attori che ammiri di più?
I miei attori preferiti sono Vin Diesel, che ho apprezzato nella serie Fast and Furious, Johnny Depp, mentre gli attori italiani che ammiro di più sono Checco Zalone e Alessandro Siani.

Ti piacerebbe poter fare un'esperienza all'estero per confrontarti con un'altra realtà cinematografica?
Sono aperto a qualsiasi tipo di esperienza. Mi piacerebbe lavorare sia in Italia che all’estero, poiché credo che un attore per sentirsi completo deve poter vivere quante più esperienze. 

Gennaro, sei tra i protagonisti di “Generazione 56K” la nuova serie italiana Netflix. Presentaci un po’ il tuo personaggio.
Lu è un bambino buono e leale, che condivide con i suoi amici la passione per i videogiochi. È sempre preoccupato per le idee e le iniziative coraggiose di Daniel e Sandro, che lo apostrofano spesso con “Stai zitto Lu!”, anche per via delle sue terribili gaffe. Luca è completamente diverso da me, perché io non sono timido, al contrario sono un bambino socievole che ama le sfide. 

Ci sono degli aneddoti particolari dal set di “Generazione 56K”, che vorresti condividere con i nostri lettori?
Mi sono divertito nel girare tutte le scene, in particolare due: quella in cui ho dovuto fare una scivolata per esultare nella scuola e quella dove mi sono tuffato in mare. 

Il tuo sogno nel cassetto?
Di sogni nel cassetto in realtà ne ho due, ovvero quello di diventare un bravo calciatore e l’altro, ovviamente di affermarmi come attore

Come vedi il tuo futuro?
Sono molto fiducioso, non mi arrendo facilmente. Quindi qualsiasi siano le sfide io le affronterò sempre a testa alta. Continuerò a studiare e non smetterò mai di sognare fino a quando non riuscirò a realizzare i miei sogni.

Intervista a cura di Barbara Scardilli
Condividi:

Redazione