La mancanza di abitazioni a prezzi accessibili sta diventando un problema sempre più grave nell’UE, con l’aumento continuo negli ultimi anni dei prezzi delle case e degli affitti, che pesano sempre di più sui redditi dei singoli e delle famiglie.

Il 21 gennaio 2021 il Parlamento ha adottato una risoluzione richiedendo agli stati membri di riconoscere gli alloggi adeguati come un diritto umano fondamentale legalmente applicabile attraverso la legislazione. Secondo il Parlamento europeo tutti dovrebbero avere pari accesso ad abitazioni dignitose e salubri, collegate a tubature che forniscano acqua potabile di qualità, con efficienza energetica, fognature e servizi igienici adeguati.

La crisi degli alloggi è un problema per tutti
La situazione si è aggravata particolarmente per i proprietari a basso reddito e gli affittuari privati ma anche le persone con un reddito medio sono gravate dai costi di affitto e di manutenzione. Questo è vero specialmente per i genitori soli, per le famiglie numerose e per i giovani al loro primo impiego, con un reddito troppo basso per il mercato degli affitti e troppo alto per essere considerati idonei all’accesso per le case popolari.
La crisi del coronavirus ha dato nuova luce al problema degli alloggi, dal momento che troppe persone sono costrette a passare molto più tempo (a volte a trascorrere tutto il periodo di lockdown) in abitazioni non consone e dignitose. Nel medio periodo si prevede che la crisi provocherà un ulteriore aumento dei senza fissa dimora.

Che cosa significa “alloggio adeguato”?
Il rapporto prezzo-reddito degli alloggi è il criterio più comune per misurarne l’accessibilità
Tra il 2010 e il 2018 circa il 10% della popolazione dei 27 paesi UE ha speso più del 40% del proprio reddito disponibile nelle spese per l’alloggio: in Italia la percentuale nel 2018 era dell’8,2% secondo l’Eurostat
Secondo l’Istat, la spesa media mensile nel 2019 per un’abitazione in affitto è stata di 579 euro, di 242 euro per le abitazioni di proprietà

Quali sono le cause della crisi degli alloggi?
La trasformazione degli alloggi in investimenti finanziari è una delle cause principali dell’aumento dei costi. Le persone comprano una seconda abitazione per ottenere un reddito supplementare e per integrare le loro pensioni. Gli investimenti stranieri fanno salire i prezzi delle case e le piattaforme come Airbnb riducono il numero delle abitazioni disponibili per i residenti, specialmente nel centro città.
Oltre a tutto questo ci sono differenze significative tra i vari stati membri quando si tratta di politiche sulle case popolari.

Alloggi nell’UE: dati e cifre
Negli ultimi tre anni i prezzi delle case nell’UE sono saliti in media del 5%
La spesa per le case popolari (trasferimenti e capitale) dei governi rappresenta solo lo 0,66% del PIL europeo
Gli alloggi inadeguati costano alle economie UE 195 miliardi di euro ogni anno
Quali soluzioni propone il Parlamento europeo

L’UE può influenzare indirettamente il mercato edilizio attraverso norme sugli aiuti statali, leggi per la concorrenza fiscale e l’adozione di linee guida e raccomandazioni. Per esempio un cambiamento nelle norme per gli aiuti statali potrebbe rendere più facile per le autorità pubbliche aiutare tutti i gruppi che si trovano in emergenza abitativa perché i loro bisogni non riescono a essere soddisfatti facilmente viste le condizioni del mercato.

Nella loro risoluzione, gli europarlamentari hanno ripetuto la richiesta dell’obiettivo a livello UE di porre fine al fenomeno dei senza fissa dimora entro il 2030 e hanno chiesto alla Commissione e agli stati membri di dare priorità alla riduzione delle emissioni e all’efficienza energetica attraverso la ristrutturazione delle abitazioni, in linea con il Green deal. Gli eurodeputati hanno anche incoraggiato gli stati membri a collaborare sugli investimenti per i finanziamenti sociali con i partner sociali, la società civile e il settore privato e di affrontare la discriminazione dei gruppi vulnerabili sul mercato edilizio.

Il Parlamento europeo ha inoltre richiesto alla Commissione di presentare delle proposte legislative entro la prima metà del 2021 per affrontare il trattamento delle abitazioni come beni negoziabili invece che come un diritto fondamentale. Alla Commissione e agli stati membri ha richiesto inoltre di investire maggiormente in abitazioni popolari, pubbliche, efficienti dal punto di vista energetico, adeguate e accessibili economicamente.

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Redazione