“A domani”, il nuovo singolo di Valentina Indelicato, è una canzone che sceglie la delicatezza al posto degli eccessi e la verità dei piccoli gesti al posto delle grandi promesse. Un brano che invita ad abitare il presente, dando valore alle relazioni costruite giorno dopo giorno e alla bellezza delle emozioni sincere. In questa intervista l'artista racconta il significato della canzone, la sua evoluzione come cantautrice, il rapporto con la scrittura e i traguardi che hanno segnato il suo percorso musicale.
In "A domani" racconti un amore che non ha bisogno di grandi promesse. È un messaggio contro l'idealizzazione dei sentimenti?
Più che contro l'idealizzazione dei sentimenti, direi che è un invito a viverli in modo autentico. Credo che a volte siamo portati a misurare l'amore attraverso grandi dichiarazioni o promesse lontane, mentre spesso la sua forma più vera si manifesta nei gesti quotidiani, nella scelta di esserci e di prendersi cura dell'altro anche quando non si hanno tutte le risposte. "A domani" nasce proprio da questa idea: dare valore a ciò che esiste oggi, senza sentire il bisogno di trasformarlo subito in una certezza assoluta.
Credi che imparare a vivere il presente sia una delle sfide più difficili della nostra generazione?
Viviamo in un tempo che ci spinge continuamente a programmare, a rincorrere obiettivi e a voler controllare ciò che verrà. Questo, però, rischia di farci perdere il valore di ciò che stiamo vivendo adesso. Imparare ad abitare il presente non significa rinunciare ai sogni o ai progetti, ma concedersi la possibilità di vivere pienamente ogni passaggio del percorso, senza pretendere che tutto sia già definito.
Cosa ti emoziona ancora di più quando riascolti questo brano?
Ogni volta mi colpisce la sua sincerità. ‘A domani’ mi ricorda che anche le cose più delicate possono lasciare un segno profondo. Riascoltandola, ritrovo quel senso di fiducia che ha accompagnato la scrittura: la consapevolezza che non tutto deve essere perfetto o eterno per avere valore. È una canzone che continua a ricordarmi l'importanza della cura, della presenza e delle piccole promesse che scegliamo di mantenere ogni giorno.
Come descriveresti oggi la tua evoluzione come cantautrice rispetto ai tuoi primi lavori?
Credo di essere cambiata soprattutto nel modo in cui vivo la scrittura. Oggi mi prendo il tempo di ascoltare davvero quello che un'emozione ha da dirmi prima di trasformarla in una canzone. Mi sento più libera e più consapevole di quello che voglio raccontare. Ho capito che non serve cercare parole complicate: quando una canzone nasce da qualcosa di autentico, riesce ad arrivare alle persone con una forza tutta sua.
Tra i tanti riconoscimenti ricevuti, quale ricordi con maggiore emozione?
È difficile sceglierne uno, perché ognuno è arrivato in un momento diverso della mia vita artistica. I primi riconoscimenti hanno rappresentato l'inizio di un percorso e mi hanno dato la fiducia per continuare a credere nella mia musica. Quelli più recenti, invece, li vivo come una conferma del lavoro fatto in questi anni, della ricerca che sto portando avanti e della direzione che ho scelto. In fondo, ogni traguardo ha un significato diverso, ma tutti hanno contribuito a farmi crescere come artista e come persona.
Dopo questo singolo, su quali temi ti piacerebbe continuare a scrivere?
Mi piacerebbe continuare a raccontare tutto ciò che riguarda la dimensione umana: le relazioni, il cambiamento, la ricerca di sé, la fragilità, ma anche la speranza. Mi affascinano quelle emozioni che sembrano molto personali e che invece, quando vengono condivise attraverso una canzone, diventano universali. È una dimensione che mi appartiene e che continuerà ad accompagnare anche i prossimi singoli che ho già scritto e che vedranno la luce nei prossimi mesi. Credo sia il filo conduttore del mio modo di fare musica: partire da qualcosa di profondamente personale per cercare un punto d'incontro con chi ascolta. Continuare a raccontare queste sfumature dell'animo umano è ciò che sento più vicino al mio modo di scrivere, con il desiderio di creare canzoni che invitino a fermarsi un momento, a guardarsi dentro e, magari, a osservare la realtà da un punto di vista diverso.
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